Il vero prezzo

Non sono mai stata una persona che spende tanti soldi in vestiti, scarpe e accessori. Mi è capitato più di una volta di arrivare fino alla cassa con un capo da comprare, per poi cambiare idea al ultimo minuto riportandolo sullo scaffale. Mi rendevo conto che non ne avevo veramente bisogno, che era solo un capriccio, quindi decidevo di spendere i miei soldi in modo migliore. Come per tutti quanti le opzioni più facili, veloci ed economiche per acquistare questo tipo di prodotti è andando nei negozi più famosi, presenti ovunque. Mi sono resa conto però che i prodotti che acquistavo a così basso prezzo duravano poco nel tempo, erano principalmente di tessuti sintetici ed erano praticamente tutti fatti negli stessi paesi. Ci fu un episodio in particolare che mi fece interessare alla provenienza di questi prodotti: come forse ricorderai, nel 2013 crollò il Rana Plaza in Bangladesh. Un palazzo di otto piani che sgretolandosi in pochi minuti causò la morte di 1’129 persone ed  oltre 2’500 feriti. Questo palazzo ospitava diverse fabbriche di abbigliamento. I proprietari hanno ignorato i vari avvisi di divieto di utilizzo della struttura in seguito a delle crepe formatasi a causa delle vibrazioni delle macchine da cucire.
Dopo questa notizia decisi di informarmi di più sulla produzione dei vestiti che compravo e  mi fu consigliato di guardare un reportage dal titolo “The true cost”. In seguito trovai altri articoli e documentari che mi fecero aprire gli occhi. Tutti questi prodotti a bassissimo prezzo costano così poco perché la loro produzione avviene in paesi poveri, e gli impiegati nelle fabbriche lavorano senza nessun tipo di tutela. Dopo l’incidente fu creato un accordo sulla sicurezza delle fabbriche e delle costruzioni in Bangladesh ma fu firmato solo da trentotto aziende e i lavori per la messa in sicurezza vanno a rilento.
Fatte tutte queste considerazioni, ho deciso che in determinati negozi non ci metterò più piede e che mi informerò prima sulla marca dalla quale decido di comprare qualcosa. Parlandone capita spesso di sentirsi dire: “beh, allora non si può più comprare niente da nessuna parte!” No, non è vero! Esistono soluzioni diverse e nel prossimo post ti lascerò qualche link utile.
Nel frattempo, se anche tu vuoi approfondire l’argomento, ecco dove puoi trovare qualche informazione:

Porsi qualche domanda può far paura, ma a volte diventa necessario.

Sii di più, con meno

“Be more with less”
Con meno vestiti, meno decorazioni, meno oggetti, meno mobili, si spreca meno tempo a pulire e riordinare. Con più tempo a disposizione, ci si può concentrare sulle cose che sono veramente importanti, quelle che si ama fare. Concentrandosi di più sulle cose che si ama fare, si è quindi più felici. Semplice no?
Per non parlare dei soldi: più si entra nell’ottica del minimalismo e meno si sente la necessità di comprare oggetti inutilmente. Comprare cose solo per il puro piacere di spendere soldi, senza avere davvero bisogno dell’oggetto in questione. Comprare vestiti perché ci sono i saldi, aggiungendo al mucchio che già abbiamo nel armadio quel paio di pantaloni in più solo perché ha delle sfumature diverse. Prova a contare quanti porta-candele hai in casa e rifletti su quante volte le hai accese quelle candele. Vale la pena stare a spolverarli ogni settimana?
Con questo non voglio dire che bisogna sbarazzarsi di tutti i porta-candele. Il concetto è: non continuare a sprecare il tuo tempo e il tuo denaro con oggetti che alla fine non contribuiscono veramente alla tua felicità. Se avere la casa piena di candele accese ti rasserena, ti rilassa e aiuta il tuo equilibrio, allora anche passare un’ora a settimana a spolverarle non sarà un problema. Se provi gioia e soddisfazione nel cambiare i pantaloni ogni giorno e ti puoi permettere di spendere tanti soldi in vestiti, allora viva lo shopping!
Io però ho deciso che quell’ora passata a spolverare la voglio utilizzare per leggere un libro perché le candele non le accendo mai. E che i soldi che usavo per comprare undici paia di pantaloni scadenti li voglio spendere per comprarne un paio solo ma di buona qualità.
Sii di più. Più libera di fare quello che ti interessa. Più serena e spensierata. Più concentrata su te stessa e le tue passioni.

Sii più felice con meno cose.

Unfollow

Avevo pensato di iniziare parlando del mio armadio, perché in effetti è stata la prima cosa a cui ho pensato quando ho finito di vedere The Minimalists. Quindi mi ero messa in agenda il lavaggio e la selezione dei vestiti per mercoledì. Nel frattempo avrei continuato a lavorare ai dettagli delle pagine del blog. Ma oggi è successa una cosa che mi ha sconvolto i piani ed è quindi da questo che voglio partire.
Ero sul tram in viaggio verso il lavoro, come al solito scrollando Instagram. Giravo tra i profili e le storie, ma la maggior parte delle cose che vedevo non mi interessava. Centinaia di foto e video di personaggi più o meno famosi che vivono le loro belle vite fatte di palestra, trucchi, costumi da bagno, serate in discoteca, eccetera. Più ne vedevo più pensavo: “ma che mi frega?”. Non mi importa di quello che fa questa gente durante le loro giornate, non mi importa quale marca di vestiti indossano o quale trucco chimico si mettono in faccia. Non mi importano le loro vacanze, gli hotel di lusso e le loro cene mondane. Inoltre mi sono chiesta: “perché continuare a vedere cose che oltretutto vanno contro alcuni dei miei principi?”. Non comprerò mai i vestiti che pubblicizzano, perché non condivido le politiche della maggior parte di quelle marche, e nemmeno i trucchi per gli stessi motivi.
Quindi sono andata tra i miei Seguiti e ho fatto un po’ di pulizia. Ho smesso di seguire tutte le persone famose delle quali guardavo storie e foto per ore. Quasi 200 personaggi che sicuramente da un lato stimo ma con i quali non ho più voglia di perdere tempo. Non ho più voglia di spendere un’infinità di minuti con gli occhi fissi sul cellulare a fare qualcosa che non mi porta nessun beneficio.
Questo è uno dei principi del minimalismo: una cosa non ti serve? non ti fa stare bene? non ne trai alcun beneficio? allora sbarazzatene.
Ed è così che ho iniziato, senza neanche rendermene conto del tutto, ad indirizzarmi verso questo nuovo cammino.
Funzionerà? Non ne sentirò la mancanza?

Stay tuned.    

Prefazione

Ciao, mi chiamo Luna e questo è l’inizio di un viaggio.
Premetto che non so scrivere benissimo; nei temi di Italiano ho sempre preso sufficiente/discreto perché non so mai bene dove mettere le virgole. La ”H” peró, quella è sempre al posto giusto. Ragion per cui cercheró di far leggere i miei testi al mio fidanzato prima di pubblicarli (lui sí che va forte con queste cose).
Ci ho pensato per qualche giorno prima di avventurarmi in questo blog. Ho passato ore a leggere, informarmi, comparare le diverse opzioni e alla fine ho optato per la scrittura. I video, sí, sono fighi, ma bisogna anche essere capaci a parlare, avere il tempo poi di “editarli”, prepararsi tutto il copione eccetera. E soprattutto, bisogna avere una certa autostima. La mia autostima, per ora, mi permette al massimo di nascondermi dietro questa tastiera e buttare giú i miei pensieri. Inoltre, scrivere ha il vantaggio di potersi correggere facilmente e di poterlo fare a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza disturbare nessuno.
Detto questo, si parte!

I viaggi negli ultimi anni sono stati una specie di fissazione. Dopo il liceo mi ero impuntata su l’idea di voler girare il mondo: vedere tutti i paesi possibili, conoscere persone, vedere tanti animali, ecc.
Ma il viaggio di cui parlo in queste righe è di tutt’altro tipo. Parlo di un viaggio interiore, di quelli che non ho mai fatto come si deve, di quelli che hanno l’obiettivo di farti cambiare, di riequilibrarti.
Ho quasi 26 anni, vivo lontano da casa e negli ultimi mesi sto mettendo in discussione tante cose della mia vita. Se faccio la somma degli obiettivi raggiunti finora, mi ritrovo con poco: un diploma, una buona e bella relazione con tutta la mia famiglia (malgrado la lontananza), pochi amici ma eccezionali, e un Amore grande.
Il mio lavoro e i miei hobby però non mi soddisfano più. Le giornate sono lunghe, noiose, sempre alla ricerca di qualche stimolo per passare il tempo. Il mio fidanzato mi riempie di gioia e vivere insieme a lui è la cosa più bella che potessi chiedere, ma quando lui non c’è tutto ritorna grigio. Sto capendo che questo grigiume dipende solo da me e, se voglio ridare un po’ di colore alla mia vita, sta a me fare il primo passo. Queste poche righe sono il mio primo passo.
Spero che questo viaggio mi porti lontano, mi faccia scoprire nuove cose, mi faccia ritrovare spensieratezza e felicità. Mi ridia un ritmo e degli obiettivi che possano finalmente dare un senso alle mie giornate.
Questo viaggio, che inizia oggi, si chiama Minimalismo.

A presto.