L’armadio

Questa mattina ho finalmente svuotato il mio armadio.
Ho separato i vestiti in categorie: pantaloni, magliette, felpe, gonne, eccetera. Poi per ogni categoria ho scartato in primis le cose che non mettevo da tanto tempo, indipendentemente dalla stagione. Poi, tra ciò che restava, ho cercato di selezionare quello che davvero mi piace e tutt’ora ricomprerei. Ho scartato addirittura dei regali e dei ricordi, perché piuttosto che tenere in un armadio una maglietta che non avrei mai messo, preferisco darle una nuova vita. Mi sono divertita a contare tutte le montagnette di vestiti per avere dei numeri che dessero forma al cambiamento: da 162 capi ne ho tenuti 104.
Dirai “beh, non è sta gran rivoluzione”. Infatti sí, hai ragione. Ma lo scopo di questo mio viaggio non è rimanere senza niente. Lo scopo del minimalismo non è rimanere solo con lo stretto necessario, ma rimanere solo con le cose che più ci piacciono e ci gratificano. Quindi, siccome ho una certa fissazione per i blazer, ho preferito tenerne di più in percentuale rispetto al resto, e mettere da parte invece tutti quei pullover neri, ad esempio.
Sono poi passata alle scarpe: da 31 paia a 16. Il cassetto degli accessori: sciarpe, cuffie, borse, zaini. Infine i cassetti dell’intimo: praticamente ridotti a 10 paia di mutande, di calze e di collants.
Adesso la domanda è: che cosa me ne faccio dei 58 capi e delle 15 paia di scarpe che ho scartato?
Giusto il tempo di qualche ricerca, e ti farò sapere.

A domani.

 

Sii di più, con meno

“Be more with less”
Con meno vestiti, meno decorazioni, meno oggetti, meno mobili, si spreca meno tempo a pulire e riordinare. Con più tempo a disposizione, ci si può concentrare sulle cose che sono veramente importanti, quelle che si ama fare. Concentrandosi di più sulle cose che si ama fare, si è quindi più felici. Semplice no?
Per non parlare dei soldi: più si entra nell’ottica del minimalismo e meno si sente la necessità di comprare oggetti inutilmente. Comprare cose solo per il puro piacere di spendere soldi, senza avere davvero bisogno dell’oggetto in questione. Comprare vestiti perché ci sono i saldi, aggiungendo al mucchio che già abbiamo nel armadio quel paio di pantaloni in più solo perché ha delle sfumature diverse. Prova a contare quanti porta-candele hai in casa e rifletti su quante volte le hai accese quelle candele. Vale la pena stare a spolverarli ogni settimana?
Con questo non voglio dire che bisogna sbarazzarsi di tutti i porta-candele. Il concetto è: non continuare a sprecare il tuo tempo e il tuo denaro con oggetti che alla fine non contribuiscono veramente alla tua felicità. Se avere la casa piena di candele accese ti rasserena, ti rilassa e aiuta il tuo equilibrio, allora anche passare un’ora a settimana a spolverarle non sarà un problema. Se provi gioia e soddisfazione nel cambiare i pantaloni ogni giorno e ti puoi permettere di spendere tanti soldi in vestiti, allora viva lo shopping!
Io però ho deciso che quell’ora passata a spolverare la voglio utilizzare per leggere un libro perché le candele non le accendo mai. E che i soldi che usavo per comprare undici paia di pantaloni scadenti li voglio spendere per comprarne un paio solo ma di buona qualità.
Sii di più. Più libera di fare quello che ti interessa. Più serena e spensierata. Più concentrata su te stessa e le tue passioni.

Sii più felice con meno cose.

Prefazione

Ciao, mi chiamo Luna e questo è l’inizio di un viaggio.
Premetto che non so scrivere benissimo; nei temi di Italiano ho sempre preso sufficiente/discreto perché non so mai bene dove mettere le virgole. La ”H” peró, quella è sempre al posto giusto. Ragion per cui cercheró di far leggere i miei testi al mio fidanzato prima di pubblicarli (lui sí che va forte con queste cose).
Ci ho pensato per qualche giorno prima di avventurarmi in questo blog. Ho passato ore a leggere, informarmi, comparare le diverse opzioni e alla fine ho optato per la scrittura. I video, sí, sono fighi, ma bisogna anche essere capaci a parlare, avere il tempo poi di “editarli”, prepararsi tutto il copione eccetera. E soprattutto, bisogna avere una certa autostima. La mia autostima, per ora, mi permette al massimo di nascondermi dietro questa tastiera e buttare giú i miei pensieri. Inoltre, scrivere ha il vantaggio di potersi correggere facilmente e di poterlo fare a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza disturbare nessuno.
Detto questo, si parte!

I viaggi negli ultimi anni sono stati una specie di fissazione. Dopo il liceo mi ero impuntata su l’idea di voler girare il mondo: vedere tutti i paesi possibili, conoscere persone, vedere tanti animali, ecc.
Ma il viaggio di cui parlo in queste righe è di tutt’altro tipo. Parlo di un viaggio interiore, di quelli che non ho mai fatto come si deve, di quelli che hanno l’obiettivo di farti cambiare, di riequilibrarti.
Ho quasi 26 anni, vivo lontano da casa e negli ultimi mesi sto mettendo in discussione tante cose della mia vita. Se faccio la somma degli obiettivi raggiunti finora, mi ritrovo con poco: un diploma, una buona e bella relazione con tutta la mia famiglia (malgrado la lontananza), pochi amici ma eccezionali, e un Amore grande.
Il mio lavoro e i miei hobby però non mi soddisfano più. Le giornate sono lunghe, noiose, sempre alla ricerca di qualche stimolo per passare il tempo. Il mio fidanzato mi riempie di gioia e vivere insieme a lui è la cosa più bella che potessi chiedere, ma quando lui non c’è tutto ritorna grigio. Sto capendo che questo grigiume dipende solo da me e, se voglio ridare un po’ di colore alla mia vita, sta a me fare il primo passo. Queste poche righe sono il mio primo passo.
Spero che questo viaggio mi porti lontano, mi faccia scoprire nuove cose, mi faccia ritrovare spensieratezza e felicità. Mi ridia un ritmo e degli obiettivi che possano finalmente dare un senso alle mie giornate.
Questo viaggio, che inizia oggi, si chiama Minimalismo.

A presto.