Lapponia parte 2: Renne e cottage

Dopo la notte magica trascorsa nel Mirror Cube e una buona colazione, mi sono rimessa in viaggio: direzione Finlandia! Sul navigatore leggevo “fra 260 km svolta a destra”, quindi una volta impostato il cruise control mi sono goduta lo spettacolo dei paesaggi del nord. Cielo azzurro, strade infinite e alberi, migliaia di alberi. Passato il confine l’unica vera differenza con la parte Svedese della Lapponia, è il fatto che tutte le case (rigorosamente di legno) hanno iniziato a variare di colore: non più solo rosse e bianche ma anche gialle e verdi. A 10 minuti dall’arrivo ho avvistato finalmente la mia prima renna. Mi sono fermata ad osservarla mentre brucava l’erba lungo il bordo della strada.
Ho soggiornato per tre notti in un cottage tutto rosso a due passi dal lago Vietonen. Mi ha accolta Tujia, una grande signora bionda che subito mi ha parlato della possibilità di fare un’escursione di gruppo in canoa sul fiume la mattina successiva. Una volta sistemate le valige, ho fatto un giro in bici nei dintorni dove ho incontrato una renna con un cucciolo intente a mangiare la verdura dell’orto di una casa. Sono rimasta ad osservarle per mezz’ora, credendo di assistere a uno spettacolo insolito, ma ho scoperto in seguito che in realtà è una cosa molto comune. Le renne in Finlandia appartengono tutte a dei privati, ma possono girovagare liberamente durante tutto l’anno. Per questo motivo è proibito cacciarle ma, se una renna rimane nel vostro giardino per diverso tempo e nessuno viene a recuperarla malgrado i richiami, guadagnate il diritto di ucciderla e mangiarla. Non sono una grande amante della carne in generale ma devo ammettere che poche volte nella vita ho assaggiato un filetto così buono. Il fatto che le renne siano libere rappresenta un pericolo solamente lungo le strade, che non sono illuminate quindi è facile incappare in un incidente. Per il resto sono animali socievoli e tranquilli. Mi è stata data anche la possibilità di visitare un allevamento e ricevere molte informazioni da un’anziana signora la quale, fino a 50 anni fa, si recava a scuola su una slitta trainata dai suoi animali per tutto l’inverno. Le temperature minime arrivano di solito fino a -20/-25°C. Mi è stato raccontato però che una decina di anni fa per circa una settimana sono scese fino a -45°C! Impossibile mettere il naso fuori casa.
La discesa del fiume in canoa è stata un’esperienza indimenticabile. Purtroppo il cielo era grigio, ma questo ha reso la pausa pranzo ancora più suggestiva. Una volta attraccate le canoe, ci siamo seduti in una capanna di legno aperta per metà (costruzione tipica della regione che permette a chiunque di fare un picnic riscaldandosi prima di riprendere l’escursione) a mangiare zuppa di alce e bere tè caldo, con il fuoco che ci scaldava i muscoli e il panorama che ci scaldava il cuore. La sera, una volta rientrata, ho potuto  rilassare i muscoli con il calore della sauna all’interno del mio cottage.
Si è conclusa così la terza giornata del mio viaggio; nel prossimo capitolo ti racconterò perché ho deciso di non comprare mai più nessun regalo di Natale.

Lapponia parte 1: Treehotel

Sono stata una settimana in Lapponia ed è stato incredibile. Solo sei giorni al nord sono bastati per ricaricare completamente le pile. Avevo bisogno di staccare e riprendere fiato, riempirmi gli occhi e la mente di cose nuove, così da poter tornare con la giusta energia e riprendere il ritmo di tutti i giorni. Ho trovato milioni di alberi, decine di renne, e davvero poche persone che però hanno fatto la differenza in questa avventura.
Nel 2017 visitai la Norvegia in pieno inverno e restai completamente ammaliata dalla bellezza dell’aurora boreale e dei paesaggi innevati, quindi quando mi si presentò l’opportunità di andare in Lapponia (Svedese e Finlandese) capii subito che sarebbe stata un’esperienza stupenda. Non è la prima meta che le persone si aspettano di sentire quando chiedono “dove vai in vacanza”, ma vi posso assicurare che regala le stesse emozioni di qualsiasi altro viaggio, forse addirittura di più. In particolare a chi, come me, ama il contatto con la natura.
Una volta arrivata al nord della Svezia ho trascorso la prima notte nella cittadina di Lulea. Il giorno seguente mi sono spostata al Tree Hotel per passare la notte. Le strade in Lapponia sono tutte dritte e ci sono solo alberi e campi coltivati a destra e a sinistra. Seguendo il fiume Hedavan, dopo un’oretta di auto, si trova questo hotel unico al mondo. È composto da sette casette sugli alberi, tutte diverse fra loro, sia per dimensione che per caratteristiche. All’arrivo si viene accolti in una grande casa, decorata con mobili antichi e disegni fatti all’uncinetto appesi ai muri. Tè, caffè e biscotti sono a disposizione gratuitamente ad ogni ora. In ognuna delle stanze della casa è sistemato un grande tavolo, dove vengono serviti i pasti in un ambiente tranquillo e conviviale. La cucina è di alta qualitá, preparata da uno chef giovane e molto bravo con prodotti locali tipici: pesce come antipasto, renna come piatto principale e crème brûlée per dessert. Dopo la cena, lungo il sentiero in mezzo al bosco, ho raggiunto il mio alloggio esclusivo per la notte: il Mirror Cube. Una “scatola” di 16m² appesa ad un grande albero, con una piccola terrazza sul tetto e una scala sospesa come accesso. A rendere unico questo hotel è anche il servizio di lusso che offre: doccia in legno e sauna private (a terra), terrazza con vista sul bosco e una jacuzzi per i mesi piû freddi. Per godere della natura in totale privacy.
Sulla terrazza del cubo alle 7 di mattina, con il sole già in cielo da due ore, il solo cinguettio degli uccellini nelle orecchie e intorno solo alberi, mi sono sentita davvero in pace. Un profumo di natura che mai mi scorderò.
Avrei voluto passare molto più tempo in quella casetta sugli alberi. Avevo l’essenziale: un letto, un bagno, acqua potabile e tante finestre. Il Wi-Fi serviva solo per condividere con gli amici la meraviglia che stavo vivendo. Sono andata a dormire e mi sono svegliata seguendo il ritmo della natura, con la sua luce, i suoi suoni e i suoi abitanti. Per una notte mi sono sentita anche io parte delle bellezze del bosco, senza sentirmi intrusa ma solo osservatrice.
Un’esperienza simile aiuta davvero a comprendere come si possa vivere con meno cose e sentirsi comunque (e a volte ancor più) a proprio agio.

“Less house, more home”: Meno casa, meno spazio, meno oggetti, ma più comodità, più pace, più tranquillità e più benessere.